Mozione su Comunità energetiche e autoconsumo collettivo

Tempo di lettura: 4 Minuti

La sottoscritta Catia Giorni, consigliere comunale del gruppo Movimento 5 Stelle di Sansepolcro, chiede che venga iscritta all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale per essere discussa la seguente MOZIONE.

il Consiglio Comunale di Sansepolcro

PREMESSO

– Che i cambiamenti climatici e il degrado ambientale rappresentano una minaccia enorme per l’Europa e per il mondo. Una risposta forte a tali sfide viene data dalla Commissione europea con il “Green Deal Europeo” che individua una strategia di crescita mirata a trasformare l’Unione Europea in una società equa e prospera, dotata di un’economia competitiva ed efficiente sotto il profilo delle risorse, che nel 2050 non genererà emissioni nette di gas a effetto serra e in cui la crescita economica sarà sostenibile;

– Che la Commissione Europea raccomanda altresì agli Stati membri di adottare misure adeguate ad affrontare la “povertà energetica” – determinata da una combinazione di basso reddito, elevata spesa per l’energia e scarsa efficienza energetica – che rischia di affliggere fino all’11% dell’intera popolazione dell’Unione Europea;

– Che nell’ambito del pacchetto “Clean Energy for all Europeans” (Energia pulita per tutti i cittadini europei), la Direttiva europea in tema di promozione delle fonti rinnovabili (UE 2018/2001) – nota anche come RED II – riconosce e promuove le configurazioni di Autoconsumo collettivo e di Comunità energetiche;

– Che coerentemente agli indirizzi europei, l’Italia ha adottato il Piano Nazionale Integrato Energia Clima (PNIEC) nel quale vengono individuati gli obiettivi da raggiungere per il 2030, perseguiti anche attraverso la promozione dell’autoconsumo e delle comunità dell’energia rinnovabile;

TENUTO CONTO CHE

– l’Italia con le disposizioni contenute all’art. 42-bis del decreto legge 30 dicembre 2019, n. 162 (convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8) ha disciplinato in anticipo la fase di recepimento della Direttiva RED II, rendendo possibile la condivisione tra più cittadini dell’energia elettrica prodotta da impianti alimentati a fonti rinnovabili (superando il precedente limite che consentiva solo l’autoconsumo);

– la normativa citata consente ai consumatori di energia elettrica di associarsi al fine di realizzare configurazioni di:

1) Autoconsumo collettivo, che può essere attivato da famiglie e altri soggetti che si trovano nello stesso edificio o condominio (purché i soggetti diversi dalle famiglie non producano energia come attività principale);

2) Comunità energetiche, alle quali possono partecipare enti territoriali o autorità locali, comprese le amministrazioni comunali, persone fisiche, piccole e medie imprese.

– Che ai membri che aderiscono alle configurazioni viene riconosciuto:

1) un beneficio diretto in termini di riduzione dei costi in bolletta di alcune tariffe derivanti dal minor utilizzo del sistema elettrico quantificato in € 10/MWh (ARERA – Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente);

2) una diminuzione del costo del consumo di energia, essendo autoprodotta ed auto-consumata;

3) una tariffa incentivante (erogata per la durata di 20 anni dal Gestore dei Servizi Energetici) strutturata per promuovere l’autoconsumo anche tramite l’impiego dei sistemi di accumulo.

– Che considerando l’effetto combinato dell’incentivo MISE, del beneficio diretto riconosciuto da ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) e del PUN (Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica), si arriva ad una premialità pari a € 150-160/MWh sull’energia auto-consumata da impianti a fonti rinnovabili;

– Che l’articolo 119 del D.L. 19 maggio 2020 n. 34 – convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 (Decreto Rilancio), stabilisce che, in caso di riqualificazione complessa che includa anche “interventi trainanti” (interventi sugli impianti o sull’involucro), è possibile accedere alle detrazioni fiscali del 110% (Superbonus) anche per la realizzazione di impianti fotovoltaici e/o di sistemi di accumulo nel contesto di Autoconsumo collettivo e di Comunità energetiche, purché l’energia non auto-consumata o condivisa sia ceduta al GSE. Per gli impianti fotovoltaici che accedono al Superbonus 110%, la tariffa incentivante ricordata è riconosciuta sulla produzione dovuta alla potenza eccedente quella ammessa al Superbonus (pari a 20 kW di potenza); la detrazione fiscale del 50% per gli impianti a fonti rinnovabili è estesa da 20 a 200 kW per un ammontare complessivo di spesa non superiore ai 96.000 euro (detrazione cumulabile con la tariffa incentivante). Inoltre – poiché le configurazioni non costituiranno svolgimento di attività commerciale abituale – si avrà una riduzione delle pratiche burocratiche necessarie alla loro implementazione e operatività;

CONSIDERATO CHE gli Enti pubblici e territoriali, i cittadini e le PMI possono quindi attivarsi collettivamente anche grazie a consistenti strumenti di incentivazione per sostenere la creazione di tali configurazioni, che:

  • riducono i costi della bolletta elettrica;
  • alimentano la crescita economica, sostenibile e sociale;
  • abbattono le emissioni inquinanti;
  • riducono i conseguenti impatti ambientali e sanitari, fortemente presenti nei centri urbani;

CONSIDERATO INOLTRE CHE

  • la riduzione dei costi in bolletta per i membri che aderiscono alle configurazioni può essere lo strumento efficace da impiegare per affrontare il problema della povertà energetica che colpisce in particolare le famiglie con disagio economico;
  • gli Enti pubblici e quelli territoriali possono essere promotori sui propri territori di politiche sociali attive che coinvolgono i cittadini nella promozione e partecipazione nelle diverse forme di configurazioni contribuendo efficacemente ad affrontare e ridurre la povertà energetica tra i cittadini in particolare verso gli anziani;
  • gli Enti pubblici e quelli territoriali potrebbero sostenere la creazione di configurazioni tra cittadini o tra enti e cittadini in cui gli impianti potrebbero essere realizzati dall’Ente anche su aree o coperture di edifici pubblici e l’energia prodotta potrebbe essere condivisa. Ad esempio, si potrebbe realizzare una comunità energetica con un impianto installato sul tetto di una scuola utilizzando l’energia prodotta per la scuola stessa e cedendo l’eccedenza ai cittadini membri della comunità. Considerato anche che gli Enti possono cumulare la tariffa incentivante anche con altri incentivi (come, ad esempio, quelli derivanti dal Fondo Kyoto, fondo efficienza e fondi di programmi europei).

TUTTO CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO, SI INVITA:

il Sindaco e la Giunta comunale a:

– divulgare tra i cittadini le informazioni necessarie a promuovere la creazione di comunità energetiche e di sistemi di autoconsumo collettivo;

– promuovere sul territorio comunale la creazione di Comunità energetiche e di Autoconsumo collettivo, coinvolgendo i cittadini residenti ed impiegando aree o edifici di proprietà comunale, sostenendo in via prioritaria gli interventi che generano benefici diretti con la riduzione dei costi in bolletta per i cittadini con maggiore disagio economico;

– promuovere analoghe iniziative in sede di Unione Montana dei Comuni della Valtiberina Toscana.

 

Catia Giorni

Consigliere comunale Movimento 5 Stelle Sansepolcro

One comment

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.