Ripartenza a Sansepolcro: da Cornioli solo parole, serve molto più coraggio

Nessun documento, nulla di concreto da parte del Sindaco Cornioli sulla ripartenza. Usciamo dal Consiglio comunale del 12 maggio con grande delusione. Stiamo faticosamente uscendo – sperando ovviamente che i dati sui contagi continuino a migliorare – da una emergenza sanitaria gravissima e inaspettata, ma ora inizia la fase più difficile dal punto di vista economico.

Nelle scorse settimane abbiamo inviato proposte all’Amministrazione Comunale chiedendo di avviare un percorso di condivisione e studio per affrontare insieme questa sfida difficilissima. A quelle richieste e a quelle proposte non è seguita nessuna risposta da parte del Sindaco. Ci auguravamo che in occasione del primo Consiglio Comunale – nuovamente a Palazzo delle Laudi dopo due mesi di riunioni su Skype – arrivassero queste risposte o almeno una minima sintesi tra le idee del Sindaco e le proposte inviate da noi e delle altre forze di opposizione. Nulla.

L’unica iniziativa è un bando, lanciato in fretta e furia un paio di giorni fa, in cui il Sindaco chiede ai singoli commercianti e artigiani di indicare a lui (le proposte vanno inviate in via esclusiva alla segreteria del Sindaco…) qualche idea sulla ripartenza.

Nel dubbio dunque il Comune di Sansepolcro – a differenza di moltissimi altri comuni, anche toscani e umbri – attende semplicemente le direttive nazionali e regionali. È alquanto contraddittorio l’atteggiamento dell’amministrazione su questo: da una parte, sulla gestione dell’emergenza, si prendono i meriti dicendo di aver anticipato con le loro scelte le decisioni nazionali. Dall’altra, quando bisogna invece progettare ed ipotizzare, cosa che un’amministrazione è per definizione chiamata a fare, si demanda al Governo. Lo dimostra benissimo anche la risposta data alla nostra interrogazione sul rientro a scuola a settembre: in poche parole, non c’è ancora nessuna idea e non è stata fatta nessuna valutazione.

Del resto è molto più facile prendersela col Governo che assumersi le proprie responsabilità. Ce lo dimostrano anche quelle Regioni che da settimane bloccano l’erogazione della Cassa Integrazione in Deroga a moltissime piccole imprese, spingendole poi a protestare contro lo Stato. A tal proposito il nostro gruppo in Regione attende dal presidente Enrico Rossi una risposta sui tempi di erogazione delle somme già autorizzate (secondo i dati aggiornati al 10 maggio finora sono state pagate solo 3.235 delle 27.982 domande autorizzate): lo Stato ha fatto la sua parte mettendo i soldi, ora non c’è tempo da perdere con le burocrazie regionali!

Questo paese può ripartire solo se tutte le istituzioni, dallo Stato ai Comuni passando per le Regioni, sapranno fare la propria parte senza alimentare inutili scontri. Questo è il momento delle idee chiare e della progettualità condivisa. Di chiacchiere, anche dal sindaco Cornioli, ne abbiamo sentite fin troppe.

 

Catia Giorni

Movimento 5 Stelle Sansepolcro

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