Acqua

Molto spesso trascuriamo, danneggiamo e sprechiamo tutte quelle risorse che la natura ci mette immediatamente a disposizione: l’acqua, il terreno, i boschi… Occorre cambiare direzione, nella convinzione che tutte queste risorse sono la nostra ricchezza primaria, che è necessario difendere e valorizzare per lasciare un territorio migliore alle generazioni future.

Acqua • Con il referendum del 12 e 13 giugno 2011, 27 milioni di italiani hanno sancito che l’acqua è un bene comune che non può essere oggetto di compravendita.

L’esito di questo referendum è stato disatteso a tutti i livelli istituzionali dal partito di maggioranza. Il PD si è appropriato indebitamente della magnifica vittoria referendaria degli italiani, per poi ostacolarne l’attivazione fin dal giorno dopo. Riteniamo a tal proposito scandaloso e degno della massima condanna il recente voto del Partito Democratico che ha certificato la privatizzazione dei servizi idrici prendendo a schiaffi il voto referendario.

  • ribadire, in ogni sede istituzionale il concetto, di acqua come bene comune, dando concreta attuazione al concetto di diritto umano all’acqua già previsto dall’art. 8 bis del nostro Statuto Comunale,
  • valutare attentamente e criticamente l’operato dell’attuale gestore privato,
  • verificare l’effettiva attuazione del piano degli investimenti passati che il gestore privato era tenuto a fare nel nostro territorio,
  • richiedere al gestore privato un piano di investimenti concreti tesi al reale servizio alla cittadinanza,
  • pretendere dall’AIT (Autorità Idrica Toscana) e dalla Conferenza Zonale (ex ATO4) il pieno rispetto dei piani d’investimento sul territorio comunale e sull’intera Valtiberina,
  • garantire una quota d’acqua giornaliera pro-capite gratuita pari a 50 litri,
  • riconfigurare il sistema tariffario in modo da premiare i comportamenti virtuosi e penalizzare gli sprechi;
  • contrastare il crescente uso delle acque minerali in bottiglia tramite campagne informative,
  • promuovere l’uso alimentare dell’acqua dell’acquedotto negli edifici di proprietà del comune: uffici, scuole pubbliche, ecc.,
  • rendere obbligatorio l’impiego di riduttori di flusso all’interno degli edifici comunali,
  • rendere obbligatorio l’impiego del doppio circuito negli edifici di nuova costruzione e incentivare l’adeguamento negli edifici già esistenti: acqua potabile per gli usi alimentari e non potabile (piovana) per gli altri usi,
  • prevedere un rilevamento almeno semestrale dello stato d’inquinamento dei corsi d’acqua,
  • rendere obbligatorio l’uso di interruttori a pulsante nelle fontane di acqua potabile,
  • bonificare e risanare l’acquedotto: sostituzione tubature non consone, eliminazione delle eventuali perdite, etc.
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