Agricoltura, ambiente e salute

È necessario premettere che è impensabile considerare Sansepolcro come entità a sé stante. Pensiamo che tutta la Valtiberina debba ispirarsi a principi eticamente sostenibili. A questo scopo è necessario ascoltare tutte le associazioni che, nella nostra vallata, sono in prima linea nel promuovere pratiche che salvaguardino sia l’agricoltura, sia l’ambiente, sia la nostra salute. Sono argomenti strettamente collegati tra di loro ed è necessario uno sforzo unitario con le altre amministrazioni comunali per voltare pagina e promuovere concretamente uno sviluppo sostenibile.

Pesticidi • La qualità del nostro presente e quello delle generazioni che ci seguiranno dipende da come trattiamo e nutriamo l’ambiente che ci circonda. Se continuiamo a inquinare la nostra vallata al ritmo attuale, possiamo aspettarci solo un peggioramento nel nostro standard di vita.

Ecco perché il primo atto forte del nostro gruppo è stato quello di lanciare una petizione perché siano rispettate le regole già esistenti in materia d’uso dei fitofarmaci. Il territorio della Valtiberina presenta, infatti, valori inquietanti di contaminazione delle acque e dell’aria dovuti all’utilizzo fuori norma di sostanze nocive. L’impiego non controllato di erbicidi e pesticidi sta inoltre impoverendo i suoli della Valtiberina che, di questo passo, non saranno più in grado di attrarre investimenti.

Vogliamo assicurare a Sansepolcro e alla Valtiberina un’agricoltura sana, di qualità e redditizia per chi opera nel settore. Per non condannare la nostra terra all’abbandono occorre, dunque, una svolta politica netta in favore di coltivazioni sane, biologiche, di qualità e monitorate.

La nostra proposta, discussa nel Consiglio Comunale del 18 marzo e poi nella commissione “Statuto e Regolamenti” del 26 aprile ha permesso l’avvio dell’iter per la scrittura di un Regolamento di Polizia Rurale che dovrà garantire l’effettiva attuazione di una serie di norme già previste, ma non applicate, a partire dal P.A.N. (Piano di azione nazionale sull’uso dei fitofarmaci). L’adozione del Regolamento sarà uno dei primi atti della nuova amministrazione comunale a 5 stelle.

Dal rifiuto al riuso • Un rifiuto è, per definizione, qualcosa che avanza e viene gettato essendo ritenuto inutile e privo di valore. La legge italiana lo definisce “qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o abbia l’obbligo di disfarsi” (art. 183 del d.lgs. 3 aprile 2006 n. 152, modificato dal d.lgs. 3 dicembre 2010 n. 205).

Adesso in Italia i rifiuti possono percorrere solo due strade: la discarica o l’inceneritore. Questo non solo costa tantissimo al cittadino (oltre €190,00 pro-capite all’anno nel nostro Comune) ma mette fortemente a rischio la nostra salute e ha un forte impatto ambientale.

Il Movimento 5 Stelle di Sansepolcro si prefigge di ridurre i materiali di scarto, riciclando e riutilizzando il più possibile qualsiasi tipo di risorsa.

In particolar modo riteniamo fondamentale promuovere la pratica del riuso, esplicitamente prevista già dalla Direttiva CE 98/2008. Tale pratica sarà incentivata attraverso la costruzione, su terreni di proprietà pubblica, di un “Centro di riparazione e riuso” sul modello di quelli già realizzati nelle realtà virtuose di Vicenza e Capannori.

Affronteremo lo smaltimento dei rifiuti aderendo al Piano Internazionale “Rifiuti Zero”, applicato in Italia da 217 Comuni (Centro di ricerca Rifiuti Zero) e ben illustrato dall’esperienza di Capannori www.rifiutizerocapannori.it. Ogni cittadino deve essere parte attiva di questa rivoluzione culturale verso una società a Zero Rifiuti, caratterizzata dalla circolarità: ogni prodotto viene realizzato per poi essere riutilizzato, riciclato o compostato.

Per raggiungere questo risultato, ci poniamo degli obiettivi a breve, medio e lungo termine così riassunti:

  • promuovere una cultura ambientalista, rivolta a tutti e soprattutto alle nuove generazioni, con campagne informative e di sensibilizzazione ecologica,
  • incoraggiare l’uso di una compostiera domestica, per chi abbia un orto o un giardino, e realizzare luoghi per il compostaggio collettivo nel centro storico e nelle zone prive di verde,
  • modificare il regolamento comunale per rendere commerciabile il compost cosicché da scarto diventi risorsa economica,
  • attivare il “porta a porta” spinto in tutto il Comune, con successiva applicazione della tariffa puntuale (si paga in base alla produzione di rifiuti e non in base ai mq), sia per i privati che per le attività commerciali,
  • successivamente eliminare o ridurre i cassonetti stradali in tutto il territorio comunale,
  • vietare l’utilizzo di stoviglie usa e getta non biodegradabili nei pubblici uffici e durante eventi patrocinati dal Comune,
  • creare occasioni per il baratto e la donazione di oggetti di seconda mano, concedendo spazi fisici a supporto di simili attività, ad esempio durante il mercato cittadino del martedì,
  • realizzare un “Centro di riparazione e riuso” come previsto dalle norme citate,
  • recuperare a fini sociali gli alimenti scartati dalla grande e piccola distribuzione.

Finalmente liberi dall’Eternit • Le prime indagini scientifiche che hanno evidenziato possibili correlazioni tra eternit e forme cancerogene risale agli anni Sessanta. Ciononostante in Italia si è continuato a produrre tali fibre fino a metà anni ’80. Tuttora Sansepolcro presenta un gran numero di coperture in cemento-amianto, anche di notevoli dimensioni, soprattutto nelle frazioni di Santa Fiora e Gricignano. Occorre provvedere immediatamente al censimento generale di tutte queste realtà e provvedere, secondo quanto già stabilito dalla normativa vigente (D.Lgs. 81/2008 “Testo unico sulla sicurezza sul lavoro”. Decreto DG Sanità n° 13237/2008 “Protocollo per la valutazione delle coperture in cemento amianto”) al corretto smaltimento o, quantomeno, alla bonifica tramite incapsulamento.

Servizi essenziali • Da tempo il nostro territorio viene continuamente privato di servizi insostituibili, soprattutto in tema di salute. Nel corso dell’ultimo decennio abbiamo perso il Punto Nascita, il Laboratorio Analisi, la Terapia Intensiva e altre insostituibili realtà. Oggi rischiamo di perdere ulteriori servizi e deve essere compito prioritario del nuovo Sindaco fare di tutto affinché ciò non accada. Nei mesi scorsi moltissimi cittadini si sono attivati per richiedere con forza la concessione della convenzione ASL a un terzo pediatra di libera scelta per la Valtiberina ottenendo alcuni importanti risultati assolutamente da difendere e stabilizzare. Analogo discorso si sta ripetendo per il servizio di logopedia. Il Sindaco è, per Legge, il primo responsabile della salute pubblica e questo per noi non è uno slogan, ma un programma preciso da onorare.

Tribunale per i diritti del malato • Riteniamo assolutamente necessario trovare nel nostro Comune una sede per tale importante struttura di tutela dei diritti dei cittadini. L’attività di tale struttura persegue i seguenti fondamentali obiettivi:

garantire che ovunque un cittadino abbia necessità di assistenza, consulenza, aiuto per far valere legittime aspettative, esso possa trovare strumenti e opportunità per ottenere la tutela e la protezione dei suoi diritti;

promuovere la partecipazione civica, affinché i cittadini stessi siano protagonisti delle azioni di tutela in ambito sanitario, sia mediante l’accoglienza nelle attività del Tribunale dei Diritti del Malato, sia mediante l’apertura di spazi di attivismo civico nell’organizzazione sanitaria.

Diritto a investire sulla salute • La gestione delle politiche sanitarie è prevalentemente di competenza regionale, ma resta comunque uno spazio decisionale importante, finora non adeguatamente esercitato da chi ci ha preceduto, nella gestione delle risorse anche economiche sul territorio. Il Sindaco di Sansepolcro, anche nella sua veste di Presidente dell’Unione Montana dei Comuni della Valtiberina, ha il diritto e il dovere di operare per assicurare il miglior livello possibile di investimenti nelle politiche sanitarie locali attraverso opportuni interventi sul Bilancio di Zona e, ovviamente, nella difesa dell’esistenza stessa della Zona Distretto, spesso minacciata di ipotesi assurde di ulteriori tagli.

Diritto a difendere la salute • La riforma regionale della sanità, voluta dal PD e in primo luogo dal presidente della regione Enrico Rossi, azzera completamente il controllo dei sindaci su questo settore così importante per tutti i cittadini. Il Referendum abrogativo della Legge Regionale 28/15, portato avanti dal Movimento 5 Stelle assieme a molte altre forze politiche (in sostanza tutte tranne il PD), è stato vergognosamente sabotato e azzerato con l’approvazione, da parte del Partito Democratico, di una nuova legge che simula l’abolizione della 28, ma ne conserva in realtà tutti gli aspetti negativi: aumento della spesa pubblica, palesi vantaggi per gli investitori privati, accorpamenti innaturali delle ASL con conseguenti disagi per i cittadini, azzeramento del ruolo di controllo dei sindaci attraverso le Conferenze Zonali. Sono state così rese vane le firme di 55.000 toscani! Il referendum abrogativo è purtroppo, al momento, l’unico strumento legalmente possibile per annullare gli effetti distruttivi della pseudo-riforma Rossi. Ci stiamo pertanto impegnando a fondo in una raccolta firme per la presentazione di un nuovo quesito referendario per abolire la nuova Legge Regionale 33 che ha sostituito, solo formalmente, la 28.

Politiche sociali • Vogliamo promuovere, aiutare e sviluppare la collaborazione tra formale e informale (servizi sociali, associazioni, cooperative, volontariato) con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita nella nostra comunità. Siamo certi che coinvolgere soggetti singoli, famiglie e gruppi in attività di interesse sociale possa arricchire l’esperienza di tutti. Vogliamo una cittadinanza attiva, solidale, creativa, che non aspetta che i problemi vengano risolti da burocrati e amministratori.

A questo scopo sarà necessario coordinare le iniziative dei comuni della Valtiberina volte a migliorare il benessere della persona, definire standard d’intervento nel territorio con un regolamento unico per le prestazioni socio- sanitarie e socio-assistenziali, potenziare e migliorare il ruolo dei servizi sociali così da renderli il punto di riferimento per il coordinamento tra associazioni, cooperative e volontariato, garantendo così la partecipazione attiva della cittadinanza.

Si devono inoltre convogliare risorse verso la prevenzione primaria, coinvolgendo e aiutando associazioni, cooperative e iniziative che hanno a cuore la salute dell’individuo.

Ecco alcune iniziative semplici ma efficaci, che possono contribuire a realizzare questo modo solidale e collaborativo di vivere nella nostra comunità:

  • Avviare una Banca del Tempo per il mutuo scambio di competenze e di prestazioni lavorative da parte della cittadinanza. Le Banche del Tempo sono definite come libere associazioni tra persone che si auto-organizzano e mettono a disposizione il loro tempo e le loro competenze per aiutarsi nelle piccole necessità quotidiane. Sono occasioni d’incontro nelle quali si recuperano le abitudini di mutuo aiuto, ormai perdute, tipiche dei rapporti di buon vicinato.
  • Aiuti Alimentari. Con la collaborazione di enti pubblici e privati e le associazioni di volontariato socio-assistenziale, le eccedenze alimentari di mense o esercizi commerciali alimentari possono essere raccolte e distribuite ai più bisognosi.
  • Promuovere scambi e attività interculturali attraverso corsi ed eventi rivolti a tutte le etnie presenti nel territorio.
  • Coinvolgere artigiani in pensione in corsi di “arti e mestieri” con i quali tramandare il loro “sapere” e fornire nuove opportunità lavorative ai giovani.
  • Incoraggiare e aiutare la formazione di associazioni nelle quali possa confluire l’esperienza di nuclei con familiari diversamente abili, perché vengano creati progetti di aiuto concreto cui il Comune darà il massimo supporto.
  • Contrastare fortemente la ludopatia, sia attraverso campagne informative e di sensibilizzazione, sia mediante incentivi ai locali pubblici sprovvisti di slot machine.
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