SEI Toscana, indegna strumentalizzazione del Decreto Dignità

SEI Toscana blocca il rinnovo dei contratti interinali

È in atto una clamorosa strumentalizzazione del decreto dignità a danno dei lavoratori del comparto rifiuti. Sei Toscana sta lasciando a casa decine di dipendenti con contratti di durata. La società ha dichiarato che in conseguenza del nuovo decreto del governo non vi sarebbero più le condizioni per il rinnovo dei contratti dei lavoratori interinali e temporanei.

L’obiettivo è palese e viene dichiarato senza vergogna sulla stampa e in televisione.  Sei Toscana, che in questi anni ha attuato un sistema di gestione del personale basato sulla precarizzazione (vi sono interinali che lavorano in azienda da anni con contratti di somministrazione costantemente rinnovati) oggi, invece di procedere finalmente alla sacrosanta stabilizzazione di quei dipendenti, interrompe i rapporti in essere e punta sulle cooperative di tipo B. In sostanza si vuole sostituire il personale somministrato con quello -meno pagato – delle cooperative sociali per risparmiare sui salari e sui contributi.

Si vuole inoltre scaricare la responsabilità di questa operazione su un atto governativo, in corso di approvazione, che vuole finalmente limitare la precarizzazione del lavoro in Italia. Ma non è tutto. Sei sta altresì promuovendo un nuovo piano industriale che prevede l’uso di cassonetti intelligenti in luogo della raccolta porta a porta.

Mairaghi, amministratore delegato di una società, commissariata fino a ieri ed oggi ancora sotto tutela in quanto aggiudicataria di un appalto indagato per turbativa d’asta e corruzione, ha avuto il coraggio di affermare pubblicamente che il porta a porta non piace ai cittadini e quindi sarà presto sostituito dai cassonetti Smart. Insomma, Mairaghi si arroga la facoltà di decidere quali siano le buone pratiche di gestione dei rifiuti in Ato Sud!  Ma la cosa più grave è che i sindaci non abbiano alzato la voce per denunciare fermamente questa intollerabile invasione di campo e di competenze, questa inconcepibile intromissione in scelte che non gli competono.

Il Movimento 5 Stelle, nel silenzio delle altre forze politiche, sottolinea che la raccolta porta a porta spinta (che crea posti di lavoro e garantisce una gestione virtuosa dei rifiuti) non è mai stata implementata né correttamente attuata in Ato Sud. Ritiene inoltre sconcertante la circostanza che Sei voglia attuare un piano industriale, che comporterebbe notevoli costi di investimento e pessime ricadute sulla forza lavoro e sulla qualità dei servizi già disastrosa, invece di impiegare risorse nella formazione e stabilizzazione di quei dipendenti utilizzati costantemente (e non stagionalmente come è stato detto).

I portavoce del Movimento 5 Stelle si adopereranno in ogni sede, anche coinvolgendo gli altri livelli istituzionali, per tutelare i lavoratori del comparto rifiuti e per scongiurare l’annunciato dumping contrattuale.

Movimento 5 Stelle

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