mentre Santucci e Cornioli litigano la Regione ci toglie il Distretto Sanitario

L’Unione dei Comuni della Valtiberina è la massima espressione della totale inadeguatezza dell’attuale classe dirigente dei partiti della vallata. La vicenda della revoca delle deleghe al sindaco Cornioli da parte del presidente Santucci è solo l’ultimo episodio di una triste vicenda amministrativa. L’ente, nato dalle ceneri della vecchia Comunità Montana, nelle intenzioni iniziali doveva realizzare un importante salto di qualità nella gestione associata di molteplici servizi. Nulla di tutto ciò è mai avvenuto. In questi mesi abbiamo assistito invece a un balletto francamente stucchevole tra chi sostiene l’importanza e l’utilità di questo ente (praticamente solo il PD) e chi manifesta, a giorni alterni, la volontà di azzerare l’Unione e procedere verso il comune unico oppure tornare alle vecchie gestioni strettamente comunali.

Se a questo si aggiungono gli evidenti limiti politici e caratteriali di soggetti come Santucci e Cornioli, molto propensi ad auto-elogiarsi, ma estremamente rigidi e intolleranti quando viene manifestata un’idea diversa dalla loro, la frittata è presto fatta.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un ente totalmente ingessato, con un presidente sostanzialmente sfiduciato dagli altri cinque sindaci che definiscono – come scritto nel loro comunicato stampa collettivo – istituzione territoriale in cui credono e verso la quale nutrono rispetto e aspettativa di efficienza ed efficacia, anche se poi alcuni di loro manifestano la forte tentazione di uscire dall’Unione stessa. L’impressione è dunque quella di una profonda ambiguità che certamente non può portare a nulla di buono.

Quello delle politiche comprensoriali è stato uno dei temi cardine dell’ultima campagna elettorale. La nostra posizione è chiara: puntare alla costituzione del Comune unico della Valtiberina, associando i servizi a partire dall’urbanistica e, nel frattempo, rendere operativa l’Unione.

Quanto osserviamo in questi mesi ci rende dunque francamente allibiti di fronte alla totale assenza di progettualità future per la vallata. Difficile dare torto a chi, come il Comune di Pieve, ha scelto di non far nemmeno parte di questo soggetto.

L’unica lodevole eccezione è quella rappresentata dalla costituzione del tavolo intercomunale per la redazione del Regolamento sull’uso dei fitofarmaci, tema sul quale il Movimento 5 Stelle si batte ormai da un anno e mezzo. Su questo spinoso argomento riconosciamo a Cornioli di aver dimostrato un impegno serio, così come abbiamo avuto il piacere di dialogare con consiglieri di altri comuni che, facendo della diversità di opinioni un valore aggiunto anziché un ostacolo, ci hanno aiutato a migliorare il testo in elaborazione. E’ la dimostrazione migliore che i risultati, se ci sono volontà politica e voglia di confrontarsi, possono essere raggiunti.

Ora però serve decidere il futuro stesso di questo Ente e sarà il Comune di Sansepolcro, come capofila “naturale”, a doversi assumere l’onere politico della proposta per uscire dalla situazione di totale ingessatura in cui l’Unione si trova.

E’ il momento di far sentire la voce della vallata! Non è un caso se, mentre Cornioli e Santucci si perdono in sterili polemiche, in Regione Toscana procede di gran carriera l’allucinante progetto di fusione tra le Zone Distretto di Arezzo, Valtiberina e Casentino, un ulteriore colpo mortale ai già risicatissimi servizi sanitari della nostra vallata.

Cari Santucci e Cornioli, smettetela con le ripicche da asilo nido, mettetevi a lavorare per il bene della Valtiberina!

Movimento 5 Stelle Sansepolcro

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