Mozione su mense scolastiche

Mozione su mense scolastiche

La sottoscritta Catia Giorni, consigliere comunale del gruppo Movimento 5 Stelle di Sansepolcro, chiede che venga iscritta all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale per essere discussa e messa in votazione la seguente mozione:

IL CONSIGLIO COMUNALE DI SANSEPOLCRO

In riferimento alla sentenza del 13 Agosto 2016 n°20988 che ha confermato “il diritto dei genitori di scegliere per il proprio figlio tra la refezione scolastica e il pasto preparato a casa da consumare presso la scuola nell’orario destinato alla refezione”;

considerato tale che tale sentenza poggia su articoli costituzionali:

Articolo 34:

La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

Articolo 3:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Invero l’art. 34 Cost. prevede per tutti l’obbligatorietà e gratuità dell’istruzione inferiore per almeno 8 anni, indipendentemente dal reddito. Per l’effetto, “condizionare o limitare il diritto allo studio in base alla fruizione di prestazioni a pagamento” viola il dettato costituzionale.

Tuttavia, sebbene il servizio mensa sia a pagamento e non obbligatorio, se i genitori decidono di non usufruirne sono costretti a prelevare da scuola il figlio all’ora di pranzo, fargli consumare il pasto e poi riaccompagnarlo, così che lo studente finisce per perdere “quel “tempo scolastico” destinato al pranzo comune e alle attività (di socializzazione, distensive e ricreative) che ad esso si accompagnano”.

Sono richiamati il D. lgs 19 febbraio 2004 n.59 e soprattutto la Circolare Ministeriale del 5 Marzo 2004 per la quale i tre segmenti orari del “monte ore obbligatorio”, del “monte ore facoltativo” e dell’“orario riservato all’erogazione del servizio di mensa e di dopo mensa” “rappresentano il tempo complessivo di erogazione del servizio scolastico”. Il così detto “tempo mensa” costituisce pertanto “un essenziale momento di condivisione, di socializzazione, di emersione e valorizzazione delle personalità individuali, oltre che di confronto degli studenti”.

Perciò il D. lgs 59/2004 prevede che l’organico degli istituti scolastici debba essere determinato anche per garantire “l’assistenza educativa da parte del personale docente nel tempo eventualmente dedicato alla mensa e al dopo mensa” e la Circolare Ministeriale del 5 Marzo 2004 ribadisce che “I servizi di mensa, necessari per garantire lo svolgimento delle attività educative e didattiche … vengono erogati utilizzando l’assistenza educativa del personale docente, che si intende riferita anche al tempo riservato al dopo mensa”.

Anche nel tempo mensa viene quindi impartita quella istruzione obbligatoria e gratuita dell’art. 34 della Costituzione e tale diritto non può essere negato, né condizionato all’adesione a servizi a pagamento.

Conclude perciò sul punto il Tribunale di Torino: “Poiché – per evidenti ragioni che i convenuti non mettono in discussione – l’alternativa di imporre il digiuno agli studenti (che non vogliano fruire della mensa scolastica) è manifestamente irragionevole e impraticabile, l’unica alternativa è quella di riconoscere che gli studenti hanno diritto di consumare a scuola un pasto preparato a casa”.

Questo diritto si fonda anche sul principio costituzionale di uguaglianza dei cittadini (art. 3 Costituzione) poiché “Non è infatti ragionevole che alcuni soggetti (quelli che fruiscono del servizio mensa scolastica) beneficino del diritto all’istruzione nella sua pienezza mentre altri (coloro che non vogliono avvalersi della mensa) siano sostanzialmente costretti ad allontanarsi dalla scuola in un momento in cui viene svolta attività educativa di grande importanza formativa”.

Ritenuto comunque che il servizio mensa sia essenziale, ed importante che sia di buon livello qualitativo, non possiamo negare che ci sono sempre più famiglie che fanno fatica ad arrivare a fine mese e che “purtroppo” rinunciare al servizio mensa può essere anche un fattore economico.

DELIBERA

di dare mandato al Sindaco ed alla giunta comunale di attivarsi quanto prima affinché questo diritto di scelta sia riconosciuto ai genitori degli alunni delle scuole di Sansepolcro.

Catia Giorni, consigliere comunale MOVIMENTO 5 STELLE SANSEPOLCRO

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