Catia Giorni (M5S Sansepolcro) presenta mozione su amianto | VIDEO

Catia Giorni (M5S Sansepolcro) presenta mozione su amianto | VIDEO

Intervista della nostra consigliera Catia Giorni che illustra su Tevere TV i contenuti della mozione del Movimento 5 Stelle sul censimento dei manufatti contenenti amianto nel comune di Sansepolcro. La mozione sarà discussa nel Consiglio Comunale di martedì 12 luglio, che inizierà alle ore 21.

Il testo completo della mozione:

La sottoscritta Catia Giorni, consigliere comunale del gruppo “Movimento 5 Stelle”, chiede che venga discussa e messa in votazione la seguente mozione:

IL CONSIGLIO COMUNALE DI SANSEPOLCRO

Visti:

  • La Legge 27 marzo 1992, n. 257, “Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”;
  • il Decreto del Presidente della Repubblica 8 agosto 1994, “Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni e alle provincie autonome di Trento e Bolzano per l’adozione di piani di protezione, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell’ambiente, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”;
  • il Decreto Ministeriale 6 settembre 1994 “Normative e metodologie tecniche di applicazione dell’art. 6, comma 3 e dell’art, 12 comma 2 della legge 27-3-92, n. 257, relativa alla cessazione dell’impiego dell’amianto”;
  • il Decreto D.G. Sanità n° 13237 del 18 novembre 2008 “Protocollo per la valutazione delle coperture in cemento amianto”;
  • la Legge 23 marzo 2001, n. 93, art. 20, “Censimento dell’amianto e interventi di bonifica”;
  • il Decreto Ministeriale 18 settembre 2001, n. 468 art. 5, “Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale”.

Premesso che:

  • L’amianto è stato messo al bando fin dal 1992 in tutto il territorio nazionale;
  • decine di perizie medico-legali e inchieste penali hanno dimostrato l’indubbia connessione fra il contatto con particelle di amianto e l’insorgere di patologie gravissime quali il mesotelioma pleurico associato all’inalazione di amianto con una chiara relazione che tiene conto dell’esposizione e della sua durata;
  • la scienza ha ormai dimostrato che in presenza di condizioni predisponenti basta una sola fibra d’amianto per causare il mesotelioma, patologia la cui incubazione può protrarsi anche per vent’anni prima di manifestarsi;
  • in seguito alle indagini condotte dal dott. Raffaele Guariniello il 13 febbraio 2012 il Tribunale di Torino ha condannato in primo grado i dirigenti della società produttrice del materiale a 16 anni di reclusione per “disastro ambientale doloso permanente” e per “omissione volontaria di cautele antinfortunistiche”, obbligandoli a risarcire circa 3.000 parti civili (il 3 giugno 2013 la pena è stata “parzialmente riformata” e aumentata a 18 anni; il 19 novembre 2014 la Corte di Cassazione ha dichiarato prescritto il reato).

Rilevato che:

  • la pericolosità della fibra di amianto non è circoscritta al momento della produzione ma si conserva nel tempo ed è maggiore quando il manufatto che la contiene si deteriora, si frantuma e si sbriciola, provocandone la dispersione nell’aria.

Considerato che:

  • in un’ottica di protezione civile, intesa non solo come intervento post emergenza ma anche e soprattutto come previsione e prevenzione del danno, è fondamentale una ricognizione delle sostanze pericolose presenti nel territorio per la salvaguardia dell’incolumità pubblica;
  • in occasione dell’evento calamitoso del 5 marzo 2015 alcune coperture, anche di rilevanti dimensioni, site nel nostro Comune hanno subito danneggiamenti e hanno inevitabilmente rilasciato in atmosfera frammenti polverizzati delle fibre contenenti amianto;
  • la perdurante crisi economica ha portato alla chiusura di realtà imprenditoriali, anche di rilevanti dimensioni, che avevano locali di produzione con coperture in eternit e tali edifici, attualmente vuoti e sostanzialmente abbandonati, rappresentano un evidente pericolo oltre che un segnale di degrado.

Ribadito che:

  • l’unica azione efficace risiede nella prevenzione ovvero nella messa in sicurezza, nella rimozione e nella sostituzione dei manufatti medesimi ovvero nell’adozione della cosiddetta tecnica dell’incapsulamento, che non può essere lasciata solo all’iniziativa ed alla responsabilità dei singoli, per le evidenti connessioni con il bene primario rappresentato dalla salute pubblica.

DELIBERA

  • di promuovere entro la fine dell’anno 2016, d’intesa con gli altri enti competenti in materia e prevedendo un apposito capitolo di bilancio per sostenere i costi del progetto, quanto segue:
  1. il censimento della presenza di manufatti contenenti amianto negli edifici pubblici, nelle aziende, nei luoghi comuni dei condomini, in edifici e contesti privati, al fine di conoscerne l’ubicazione e valutarne le condizioni di conservazione;
  2. la predisposizione di un piano di bonifica, di messa in sicurezza e di rimozione, basato sulla cooperazione tra privati, imprese specializzate e certificate, enti pubblici.

Il censimento consentirà altresì di rilevare, anche a futura memoria, i quantitativi esistenti, cosicché lo smaltimento potrà essere controllato e seguito nelle sue fasi da parte di questa e delle prossime Amministrazioni, per scongiurare eventuali smaltimenti illegali di questo materiale altamente pericoloso.

Catia Giorni, consigliere comunale

MOVIMENTO 5 STELLE SANSEPOLCRO

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